Monica Priore nasce a Mesagne in provincia di Brindisi il 04/02/1976 e scopre di essere affetta dal diabete mellito tipo 1 a soli cinque anni. La sua famiglia e lei in prima persona, dopo l’iniziale smarrimento, non si sono dati per vinti e hanno iniziato la convivenza con questa malattia lottando e pensando positivo. Si trattava di trovare il giusto equilibrio, di riuscire a conoscerne le peculiarità così da poterle gestire, in modo da ridurre i possibili limiti alla normale vita quotidiana, governando la malattia, invece che essere portati alla deriva. Guardando indietro, ci si accorge che ci sono riusciti.

La metafora della vita di Monica fa riferimento al mare. Non potrebbe essere diversamente, visto che lei con l’acqua ha un rapporto particolare. L’acqua è il suo elemento e il nuoto è lo sport che le ha dato grandissime soddisfazioni, oltre che il coraggio di vivere fianco a fianco con il diabete.

Scoprire lo sport è stata una rinascita”, racconta Monica, “pian piano è cresciuta in me la voglia di reagire alla malattia, che in precedenza mi faceva sentire inferiore agli altri. Credevo di non potercela fare, avevo un problema che i miei coetanei non avevano, spesso stavo male e mi sentivo debole, però mi piaceva nuotare. Lo sport è stato ciò che mi ha aiutato a superare il senso di inferiorità e di diversità”.

Praticando il nuoto Monica diventa consapevole che non poteva più essere il diabete a gestire la sua vita, ma doveva essere lei a gestire lui.

Decide quindi di voler arrivare a gareggiare “alla pari” con le atlete che non avevano il suo problema.

Per farlo serviva un certificato per poter praticare il nuoto a livello agonistico. Non è stato facile ottenerlo, ma Monica ci è riuscita. “Sono entrata a far parte della squadra master della A.s.d. Sottosopra di Brindisi, ed ho gareggiato con atlete con la mia stessa passione per lo sport, ma non con il mio ‘problema’. Questa è stata la mia più grande vittoria. Ho partecipato a diversi campionati regionali e nazionali. Ho vinto diverse medaglie e la cosa mi ha reso felice, perché stavo dimostrando che non era il diabete a fermarmi”.

Monica non si è limitata alle competizioni standard del circuito nuoto master. Ha voluto dimostrare a se stessa e agli altri, di poter essere al top anche in imprese al limite.

Il 21 luglio 2007 ha attraversato a nuoto lo Stretto di Messina risultando la prima diabetica di tipo 1 al mondo a compiere un impresa del genere. “Ho potuto gridare al mondo intero: sono diabetica ma ci provo, basta volerlo!”.

La soddisfazione di Monica, risiede soprattutto nel fatto di essere riuscita a diventare un esempio per tutte le persone con diabete che amano lo sport e che vogliono poterlo praticare senza sentirsi diversi.

Altra impresa “storica” l’ha realizzata il 4 settembre 2010, quando ha percorso a nuoto i ventuno chilometri che separano Capri da Meta nel Golfo di Napoli. “Utilizzo le imprese estreme per dare dei segnali forti” dice, “ma non per questo posso lasciare tutto al caso, perché l’autocontrollo del diabete è di fondamentale importanza. Quello che dico sempre ai miei colleghi diabetici è che il diabete può essere gestito, bisogna averne cura e tenerlo sotto controllo una volta riusciti in questo, si può andare ovunque”.

Dal 2011 al 2013 si è divisa fra gare di nuoto in piscina e in mare: chiudendo l’iron master (disputando tutte le 18 gare, piazzandosi al quarto posto della classifica nazionale di categoria), partecipando ai mondiali di Nuoto Master che si sono tenuti a Giugno 2012 in quel di Riccione, piazzandosi a metà classifica su 120 partecipanti nella gara in mare di 3,5 km. E partecipando al Word Master Games, una sorta di Olimpiadi Master svoltisi a Torino nel mese di Agosto 2013, “è stata una grande soddisfazione riuscire a gareggiare in un olimpiade, non sono Wonder Woman,sono solo una persona che ama lottare per se e per gli altri e non ama arrendersi di fronte alle difficoltà, c’è sempre una soluzione fattibile per qualsiasi cosa!!! E se io posso ambire ad imprese limite e riuscire a portarle a termine, un diabetico che vuol vivere semplicemente la sua vita senza strafare non sarà di certo fermato dalla sua condizione di salute. L’importante è volersi bene!

Nel 2014 Monica ha partecipato a diverse competizioni del circuito Supermaster in piscina e a delle competizioni di nuoto di mezzo fondo in acque libere, riuscendo a portare a casa diverse medaglie. Ma le sue energie si sono concentrate sulla stesura del suo libro autobiografico “IL MIO MARE HA L’ACQUA DOLCE” edito da Mondadori uscito in tutte le librerie italiane a metà ottobre 2014, che ha venduto circa 3000 copie “volevo dare un altro contributo alla diabetologia ed ai diabetici, spero che la mia storia possa essere d’aiuto a qualcuno e che i non diabetici imparino a conoscere il nostro problema”.

Nell’estate 2015, da Giugno ad Agosto, Monica ha portato a termine la sua ennesima sfida, che l’ha portata a girare l’Italia intera attraversando tutte le Regioni per promuovere l’importanza dell’attività fisica e per far conoscere il diabete tipo 1 a chi lo ignora, con il tour intitolato “Volando sulle Onde della Vita”, 22 tappe, 7650 km percorsi in camper, 60 km di nuotata, e un numero in quantificabile di persone incontrate “ho voluto girare tutta l’Italia e non solo alcune regioni, perché i diabetici sono ovunque ed io appartengo a tutti loro, fare una scelta escludendo alcune regioni per me significava discriminare dei diabetici!

Il 13 novembre 2016 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella “per la testimonianza dell’importante contributo dello sport nel superamento dei limiti derivanti dalla malattia”. (la medaglia E’ stata consegnata al quirinale IL 02 febbraio 2017)

Il 28 novembre 2016 ha ricevuto durante il gran galà dello sport regionale un premio speciale fra le Eccellenze dello Sport Pugliese.

Il 22 luglio 2017 ha realizzato il progetto “DOLCE MARE” dove per la prima volta in Italia un gruppo composto da 30 bambini/ragazzi diabetici pugliesi guidati da lei, hanno nuotato nelle acque del mar adriatico, in una traversata simbolica per dire che i diabetici di tipo 1, ci sono e vogliono lottare per un futuro migliore.

Il 06 Giugno 2018 è intervenuta come ospite al primo convegno mirato esclusivamente sul diabete tpo 1, organizzato al parlamento Europeo, per portare la sua testimonianza e per chiedere alla commissione sanità normative che facilitino la vita del diabetico tipo 1.

Il 30 Settembre 2018 ha accompagnato il piccolo Lorenzo (11 anni) nella traversata nel lago da Onno di Oliveto Lario a Mandello del Lario, per dimostrare quanto lo sport sia importante nei diabetici tipo 1 e per far vedere come un cane addestrato in maniera adeguata possa riconoscere ipoglicemie ed iperglicemie in un soggetto diabetico, diventando un grande alleato nella gestione della malattia.

Il 10 Dicembre 2018 è uscito il suo secondo libro, “IL GRANDE SALTO – Storia di un delfino che ha spiccato il volo” una fiaba per bambini, scritta con l’obbiettivo di aiutare i più piccoli a spiccare il grande salto qualunque siano le difficoltà che la vita gli pone.

Il 24 Gennaio 2019 è stata protagonista della trasmissione Nuovi Eroi andata in onda su Rai3.

Il 14 Novembre 2019 è stata testimonial del primo incontro istituzionale, svoltosi in un aula del Senato, rivolto unicamente al diabete tipo 1.

Nel 2019 ha portato a termine il tour “FaVoliamo con Denny”, un viaggio in 16 pediatrie italiane durato un anno, dove ha incontrato i piccoli pazienti e grazie alla metafora del delfino alato, donando loro il suo libro ha lanciato un messaggio di speranza, aiutandoli a comprendere che con valori come solidarietà, amicizia, determinazione, tutti possono spiccare il loro grande salto.

Dal 2020 in collaborazione con la FIN (Federazione Italiana Nuoto) porterà avanti un progetto di sensibilizzazione nel modo sportivo, parlando del diabete tipo 1 nei corsi federali nazionali.

Da diversi anni Monica mette a disposizione di medici, scuole e pazienti la sua esperienza di vita, perché è convinta che solo parlando apertamente della malattia si possano ridurre o sconfiggere del tutto, le forme di discriminazione che ruotano intorno la vita del soggetto diabetico in vari ambiti, dalla scuola, al mondo sportivo, alla vita sociale e lavorativa.