Sono nata a Mesagne, in provincia di Brindisi, nel 1976. A cinque anni ho scoperto di essere affetta da diabete mellito di tipo 1, la più grave tra le varie forme di diabete. Grazie al supporto della mia famiglia, fin da piccola ho iniziato a cercare il modo migliore di convivere con questa malattia: conoscerla in maniera approfondita per poterla gestire al meglio e ridurre al massimo le limitazioni che impone alla vita di tutti i giorni, tenerla a bada anziché farmi portare alla deriva, trovare un equilibrio. In due parole: provare a pensare positivo.

La passione per lo sport mi ha aiutato moltissimo in questo difficile percorso, dandomi il coraggio di convivere con il diabete. L’acqua è il mio elemento, per questo la scelta del nuoto è stata quasi naturale: nel corso degli anni mi ha dato grandi soddisfazioni, mi ha aiutato a reagire e a non sentirmi inferiore alle atlete “normali” nonostante i malesseri e la debolezza che mi accompagnavano. Nello sport ho trovato la voglia di reagire e ho acquisito definitivamente la consapevolezza del fatto che dovevo essere io a gestire la malattia, non il contrario.

In questo percorso, il passo successivo è stato quello di dimostrare che potevo gareggiare alla pari con le atlete non affette da diabete. Per farlo avevo di un certificato medico che mi desse la possibilità di praticare il nuoto a livello agonistico, una volta ottenuto sono entrata a far parte della squadra master della Sottosopra Brindisi A.S.D e finalmente ho potuto misurarmi con atlete che avevano la mia stessa passione ma non il mio “problema”. Per me si è trattato di una grande vittoria, più importante delle tante medaglie conquistate negli anni in competizioni regionali e nazionali.

All’età di 31 anni ho voluto dimostrare a me stessa e agli altri di essere all’altezza di imprese solitamente riservate alle atlete “normali”: il 21 luglio 2007 ho attraversato a nuoto lo stretto di Messina, diventando la prima donna affetta da diabete di tipo 1 in Europa a percorrere quel tratto di mare. Finalmente potevo gridare al mondo intero: “sono diabetica ma ci sono riuscita, basta volerlo!”. Oltre che rappresentare una grandissima soddisfazione personale, compiere quell’impresa mi ha fatto capire definitivamente che potevo diventare un esempio per tutte le persone che condividono con me questa malattia, che amano lo sport e che vogliono poterlo praticare senza sentirsi diverse.

Nel 2010 mi sono messa alla prova con un’altra traversata, coprendo a nuoto i 21 km che separano Capri da Meta di Sorrento, nel Golfo di Napoli. L’anno successivo ho concluso l’Iron Master, partecipando a tutte le 18 gare del circuito master e piazzandomi al quarto posto nella classifica nazionale di categoria. Tra 2012 e 2013 ho voluto alzare ulteriormente l’asticella partecipando ai Mondiali di nuoto (sempre in categoria master) ed ai World Master Games di Torino.

Il 2014 è stato l’anno di un’altra grande impresa, la pubblicazione del mio primo libro. “Il mio mare ha l’acqua dolce” (Mondadori) è nato con lo stesso obiettivo che accompagna ormai tutte le mie attività: dimostrare al mondo che il diabete è una malattia ma non una barriera, e che imparando a gestirlo si può vivere una vita attiva e felice.

Per promuovere l’importanza dell’attività fisica e per far conoscere il diabete a chi non sa di cosa stiamo parlando, nell’estate del 2015 ho girato l’Italia con “Volando sulle onde della vita”, un tour di 22 tappe, 7650 km percorsi in camper e 60 km a nuoto. Un’esperienza fantastica che ha garantito una grande visibilità al messaggio di cui ho scelto di farmi ambasciatrice.

Da ormai diversi anni collaboro con la Società Italiana di Diabetologia Pediatrica, con la Società Italiana di Diabetologia e con l’Associazione Medici Diabetologi, mettendo a disposizione dei medici e dei loro pazienti la mia esperienza.

Il 13 novembre 2016 sono stata insignita del titolo di Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella “Per la testimonianza dell’importante contributo dello sport nel superamento dei limiti derivanti dalla malattia”.